Thomas More - Utopia
"Se mi mettessi al seguito di un re farei anche io la stessa fine. infatti se mi pronunciassi diversamente dagli altri non mi ascolterebbe nessuno, e avrei fatto meglio a starmene zitto; se invece mi proclamassi daccordo non sarei che un aiutante della loro pazzia, come dice Micione in Treenzio. Proprio non capisco a che cosa possa servirmi l'artte della sottogliezza con la quale, tu dici, dovrei tentare di migliorare le cose, se proprio non è possibile renderle perfette. In quelle aule consiliari non si può fingere o chiudere gli occhi: bisogna entusiasticamente appoggiare consigli pessimi e decreti ignobili. Perfino chi approvasse qualche legge iniqua, ma solo a denti stretti, sarebbe considerato peggio di una spia e quasi come uun traditore."
"Quei maestri di stoltezza sono convinti che il benessere della patria derivi dal trovarsi sempre ronti alla guerra e provvisti di militari esperti; non hanno infatti alcuna fiducia nelle reclute. Così arrivano quasi a cercare la guerra per non trovarsi con soldati privi di addestramento, e a far sgozzare la gente senza alcun motivo affinchè(come dice argutamente Sallustio) le loro braccia e gli animi non debbano intorpidirsi per via dell'inazione.
ma quanto sia dannoso mantenere belve del genere l'hanno imparato a proprie spese gli stessi francesi, e lo confermano esempi come quello dei romani, dei cartaginesi, dei turchi e di molti altri che si trovarono distrutto non solo lo Stato, ma anche devastate le città e le campagne, dagli stessi eserciti che avevano assoldato per difendersi."
"A questo punto vi renderete davvero conto che le cose di cui gli uomini hanno bisogno per vivere sono prodotte dal lavoro di pochi. Ora considerate in cuor vostro quanto pochi sono, dei pochi che lavorano, quelli che fanno mestieri veramente necessarii. infatti dove tutto si misura in denaro nascono accupazioni inutili e superflue, a servizio del lusso e dei capricci."
"Il loro (degli utopiani) scopo principale in una guerra e d'ottenere quello che li ha portati a dichiararla e che, se ottenuto in precedenza, li avrebbe trattenuti dal farla. Ma se ciò non è possibile, si vendicano con tanta crudeltà su coloro che li hanno offesi che questi non oseranno mai più comportarsi allo stesso modo.Questo è il loro principale obiettivo che tentano di conseguire il più in fretta possibile;
...
Perciò, non appena la guerra viene dichiarata, fanno in modo che nei luoghi più frequentati del paese nemico vengano affissi numerosi manifestini contrassegnati con il bollo di Utopia. Su questi fogli promettonoo una grande ricompensa a chi ucciderà il principe nemico e premi minori, ma comunque di grande valore, per le teste di altre persone che ritengono i loro principali avversari oltre al principe.
...
Se nessuno dei mezzi descritti ha successo, allora spargono e alimentano i semi del dissidio fra i nemicifra i nemici... aizzano con qualche vecchia pretese, di quelle che ai re non mancano mai, i popoli che confinano con i loro nemici. Poi glieli mandano contro, promettendo loro aiuti per la guerra.
...
Questo popolo rozzo, selvatico e bellicoso che risiede a cinquecento miglia a est di Utopia, ama vivere nelle foreste e nelle montagne dove è cresciuto. è una razza dura, che ben sopporta caldo, freddo e fatica, si cura poco di vestiti e abitazioni, pratica la pastorizia ma nessuna agricoltura. Trascorrono la maggior parte della loro vita cacciando e rubando. Sono nati solo per la guerra, che cercano con ogni mezzo e, quando ci si trovano in mezzo, ciò li rende singolarmente felici; perciò escono dal loro paese in grandi compagnie e si offrono per pochi soldi a chiunque manchi di soldati."
"Per questo, quando penso in cuor mio a tutte le repubbliche che oggi fioriscono ovunque, Dio mi aiuti, non vedo che cospirazioni dei ricchi per curare i propri interessi privati con il pretesto di fare quelli pubblici. Escogitano e inventano ogni genere di stratagemma, in primo luogo per conservare senza timori quel che hanno ingiustamente accumulato, secondariamente per abusare del lavoro e della fatica dei poveri con la minor spesa possibile."
"Quando Raffaele ebbe in questo modo posto fine al suo racconto mi vennero in mente molte cose assurde a proposito delle leggi e dei costumi di quel popolo (gli Utopiani), non solo nella gestione della guerra delle funzioni religiose, delle forme di culto e in altri loro ideali, ma soprattutto in quella che è la base principale delle loro istituzioni, ossia la vita e i beni in comune, senza alcuno scambio di denaro. Questa pratica da sola distruggerebbe ogni nobiltà, magnificenza, splendore e maestà che (secondo l'opinione corrente) rappresentano l'onore e il vanto di qualsiasi società."
martedì 3 settembre 2013
Sera.
Già infastidito dalle zanzare che, proliferate nei bidoni presenti nell'orto che mio padre tiene sempre pieni, continuavano insistentemente a pungermi sulle gambe, ero intento ad annaffiare le piante dell'orto, quando me lo vedo arrivare.
"Anche te hai preso il vizio di annaffiare troppo le piante come tuo padre"
Io, non avendo mai provato come si annaffiano le piante, visto che ci pensa sempre mio padre, con abbondante acqua, "Ormai le piante sono cresciute" e "Faccio una via di mezzo" (o una cosa del genere)
"Perchè non ne metti anche un po' di qua di acqua" indicando il suo orto
Non rispondo e sorrido. Gli ho già detto una volta che se vuole dell'acqua per annaffiare, per quanto mi riguarda, la può prendere, basta che chieda a mio padre.
Intanto parla con un suo conoscente che gli chiede come mai non avese messo anche lui un pozzo, sulla quantità di pomodori che non riesce a mangiare (direttamente colti dalla pianta) o frasi come "Visto come fanno loro, accendono il motore..." e altri argomenti che non ho seguito bene.
A quel punto ne arriva un altro, che, non so come mai, mi inizia a parlare di come sia difficile trovare lavoro oggi, che ci vogliono conoscenze ecc... Sempre gli stessi discorsi che sento troppo spesso.
Alla fine dico, non so come mi viene, questa frase "Ci sono troppe zanzare che pungono, devo svuotare questi bidoni dall'acqua"
Già infastidito dalle zanzare che, proliferate nei bidoni presenti nell'orto che mio padre tiene sempre pieni, continuavano insistentemente a pungermi sulle gambe, ero intento ad annaffiare le piante dell'orto, quando me lo vedo arrivare.
"Anche te hai preso il vizio di annaffiare troppo le piante come tuo padre"
Io, non avendo mai provato come si annaffiano le piante, visto che ci pensa sempre mio padre, con abbondante acqua, "Ormai le piante sono cresciute" e "Faccio una via di mezzo" (o una cosa del genere)
"Perchè non ne metti anche un po' di qua di acqua" indicando il suo orto
Non rispondo e sorrido. Gli ho già detto una volta che se vuole dell'acqua per annaffiare, per quanto mi riguarda, la può prendere, basta che chieda a mio padre.
Intanto parla con un suo conoscente che gli chiede come mai non avese messo anche lui un pozzo, sulla quantità di pomodori che non riesce a mangiare (direttamente colti dalla pianta) o frasi come "Visto come fanno loro, accendono il motore..." e altri argomenti che non ho seguito bene.
A quel punto ne arriva un altro, che, non so come mai, mi inizia a parlare di come sia difficile trovare lavoro oggi, che ci vogliono conoscenze ecc... Sempre gli stessi discorsi che sento troppo spesso.
Alla fine dico, non so come mi viene, questa frase "Ci sono troppe zanzare che pungono, devo svuotare questi bidoni dall'acqua"
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