J., ti voglio bene :*
J: Sei ancora qui? Ma che fine avevi fatto?
Lascia perdere
J: Ah immagino.
Non siamo molto diversi l'uno dall'altro, ho notato questa cosa
J: Deve essere per questo che non andiamo molto daccordo insieme, troppo simili, ma tu sei anche finito.
Volevo dirti che, in un tutto questo tempo in cui ci siamo sentiti e tutt'ora, mi hai aiutato molto e ti voglio bene anche per questo
domenica 31 agosto 2014
mercoledì 27 agosto 2014
27-08-2014
J: Non so che dirti riguardo altuo ultimo messaggio, mi è venuto spontaneo cambiare il nome utente. Ma vedo che lo hai cambiato anche te, perchè lo hai fatto?
Non ho mai cambiato nulla J, io sono stato sempre così, uun crepuscolo.
Riguardo ad alcune cose che non ho potuto non notare, mi sono accorto, per ben 3 volte, se non ricordo male, che la tua perversione è associata al modo in cui tu vedi il tuo aspetto fisico.
Una volta me lo dicesti chiaramente in un messaggio, ti comporti in un certo modo per sopperire ad un difetto (che vedi solo tu, per quanto riguarda me ad esempio, non ti cambierei di una virgola, in ogni senso), poi ti ho visto scrivere una cosa simile in altra occasione e in altra situazione pare che il vederti allo specchio ti abbia provocato una forte reazione.
Se vuoi un consiglio, rilassati
Se vedi difetti dove non ci sono chi sa cosa farai con il passare del tempo
Non ho mai cambiato nulla J, io sono stato sempre così, uun crepuscolo.
Riguardo ad alcune cose che non ho potuto non notare, mi sono accorto, per ben 3 volte, se non ricordo male, che la tua perversione è associata al modo in cui tu vedi il tuo aspetto fisico.
Una volta me lo dicesti chiaramente in un messaggio, ti comporti in un certo modo per sopperire ad un difetto (che vedi solo tu, per quanto riguarda me ad esempio, non ti cambierei di una virgola, in ogni senso), poi ti ho visto scrivere una cosa simile in altra occasione e in altra situazione pare che il vederti allo specchio ti abbia provocato una forte reazione.
Se vuoi un consiglio, rilassati
Se vedi difetti dove non ci sono chi sa cosa farai con il passare del tempo
lunedì 25 agosto 2014
25-08-2014
è proprio vero, se sei sbagliato, in molti ti trattano con devozione, quasi fossi una divinità, e questo risulta quasi spontaneo per alcuni, così viene loro di fare presi dall'euforia.
Al contrario sei umiliato, iniziano fin da piccolo ad "abituarti" all'idea, ti ritrovi in condizioni surreali, sottospecie di ricatti (o fai così o vedi che ti succede), che utilizzano per manipolarti psicologicamente, o almeno ci provano, ridurti in soggezione per poterti sfruttare, e questo spesso non avviene nemmeno spontaneamente, ma si può ritrovare una mente, una programmazione dietro.
K: si, o fai il nerd legato e con le orecchie da asino, o pulisci lo sporco di quelli che si divertono spensieratamente, ignari di tutto, anche di che cosa significa veramente essere importante ("A luci spente è meno pericoloso"). Questo è stato il loro ricatto per me.
Ma ho scelto una terza opzione, che poi ho scoperto essere la loro terza opzione.
Al contrario sei umiliato, iniziano fin da piccolo ad "abituarti" all'idea, ti ritrovi in condizioni surreali, sottospecie di ricatti (o fai così o vedi che ti succede), che utilizzano per manipolarti psicologicamente, o almeno ci provano, ridurti in soggezione per poterti sfruttare, e questo spesso non avviene nemmeno spontaneamente, ma si può ritrovare una mente, una programmazione dietro.
K: si, o fai il nerd legato e con le orecchie da asino, o pulisci lo sporco di quelli che si divertono spensieratamente, ignari di tutto, anche di che cosa significa veramente essere importante ("A luci spente è meno pericoloso"). Questo è stato il loro ricatto per me.
Ma ho scelto una terza opzione, che poi ho scoperto essere la loro terza opzione.
domenica 24 agosto 2014
25-08-2014
J, c'è ancora una cosa che non mi quadra, che ho notato da un po' di tempo e non te ne ho parlato subito.
Tu scrivi "sono una p....na" ecc, te l'ho visto scrivere in qualche tuo messaggio, che sembrava abbastanza pieno di tensione, nel suo complesso, ora non ricordo le parole precise del contesto in cui era inserita una frase del genere, ma mi ricordo la sensazione che ho avuto.
Poi ti vedo cambiare secondo nome da crepuscolo a M. E questo mi sembra piuttosto strano, perchè le p....ne non cambiano secondo nome.
Secondo me non dici quello che vuoi veramente, almeno a volte, oppure le tue intenzioni sono mutevoli, il che ci può stare. :)
Tu scrivi "sono una p....na" ecc, te l'ho visto scrivere in qualche tuo messaggio, che sembrava abbastanza pieno di tensione, nel suo complesso, ora non ricordo le parole precise del contesto in cui era inserita una frase del genere, ma mi ricordo la sensazione che ho avuto.
Poi ti vedo cambiare secondo nome da crepuscolo a M. E questo mi sembra piuttosto strano, perchè le p....ne non cambiano secondo nome.
Secondo me non dici quello che vuoi veramente, almeno a volte, oppure le tue intenzioni sono mutevoli, il che ci può stare. :)
sabato 23 agosto 2014
24-08-2014
"Mi sento come un cretino a scrivere di me stesso come se fossi un'icona semidivina del pop-rock americano, oppure un autoproclamato prodotto delle ribellione inscatolata dalle corporation, ma ho sentito talmente tanti racconti e storie assurdamente esagerati dai miei amici e ho letto così tante patetiche diagnosi freudiane da quattro soldi sulla mia infanzia nelle interviste, su come sono un notorio eroinomane perso, un alcolizzato, autodistruttivo, e tuttavia così evidentemente sensibile, fragile, pacato, narcolettico, nevrotico, una formica impazzita che in qualunque momento possa andare in overdose e buttarsi da un tetto, impazzire, spararsi in testa o tutte e 3 le cose. Cristoddio, non ce la faccio a reggere il successo! Il successo! E mi sento così incredibilmente in colpa!
Per aver abbandonato i miei veri compagni, quelli che ci erano davvero devoti, che ci seguivano solo qualche anno fa.
Di sabato: teatro delle marionette, montagne russe e Nirvana."
K: Ti ricordi ancora di me?
I miei amici non li dimentico mai, per nessun motivo
Per aver abbandonato i miei veri compagni, quelli che ci erano davvero devoti, che ci seguivano solo qualche anno fa.
Di sabato: teatro delle marionette, montagne russe e Nirvana."
K: Ti ricordi ancora di me?
I miei amici non li dimentico mai, per nessun motivo
venerdì 22 agosto 2014
23-08-2014
J: Sei finito.
Lo so, ma almeno non mi sono lasciato sopraffare dalle loro tecniche di umiliazione e soggezione psicologica. è un mondo dominato dal maschilismo questo, tutto è controllato dai maschi e cercano anche di far sembrare libertà quello che non è.
Per esempio, appartenere ad una religione non di maggioranza viene fatto sembrare come trasgressivo, come una liberazione, ma di fatto in molti casi si dimostra essere la sottomissione più forte al sistema, questa è la mia impressione.
Si utilizzano favolette preconfezionate, unite a privilegi ingiusti ottenuti dai sacrifici altrui, per abbindolare gli altri, ottenerne vantaggio. Nulla in contrario verso l'uso della fantasia, ma questa secondo me dovrebbe essere personale, esprimere ciò che ognuno sente veramente, o ciò che veramente vede che non funziona bene e cercare di migliorarlo, seguendo un filo logico, anche al di là dei suoi interessi.
Alcune persone si riconoscono per quello che scrivono. Quanto e come scrivono. Si vede se riescono o meno a ragionare con la propria testa da quello che ci tirano fuori. C'è chi si limita alle chiacchiere senza ragionamento, agli sproloqui, che sembrano più delle scuse per ottenere altro o un modo per non sentirsi inutili e incapaci, e chi ad una buona dose di fantasia unisce il ragionamento, o almeno ci prova, nei suoi limiti.
Se mai esistesse un Dio giusto non vorrebbe questo scempio. E sto parlando delle religioni in generale non di una in particolare. Perchè un po' tutte sono diventate, o forse lo sono sempre state, degli strumenti di sopraffazione, spesso utilizzati dai più opportunisti, incoerenti, per sottomettere psicologicamente altri.
Lo so, ma almeno non mi sono lasciato sopraffare dalle loro tecniche di umiliazione e soggezione psicologica. è un mondo dominato dal maschilismo questo, tutto è controllato dai maschi e cercano anche di far sembrare libertà quello che non è.
Per esempio, appartenere ad una religione non di maggioranza viene fatto sembrare come trasgressivo, come una liberazione, ma di fatto in molti casi si dimostra essere la sottomissione più forte al sistema, questa è la mia impressione.
Si utilizzano favolette preconfezionate, unite a privilegi ingiusti ottenuti dai sacrifici altrui, per abbindolare gli altri, ottenerne vantaggio. Nulla in contrario verso l'uso della fantasia, ma questa secondo me dovrebbe essere personale, esprimere ciò che ognuno sente veramente, o ciò che veramente vede che non funziona bene e cercare di migliorarlo, seguendo un filo logico, anche al di là dei suoi interessi.
Alcune persone si riconoscono per quello che scrivono. Quanto e come scrivono. Si vede se riescono o meno a ragionare con la propria testa da quello che ci tirano fuori. C'è chi si limita alle chiacchiere senza ragionamento, agli sproloqui, che sembrano più delle scuse per ottenere altro o un modo per non sentirsi inutili e incapaci, e chi ad una buona dose di fantasia unisce il ragionamento, o almeno ci prova, nei suoi limiti.
Se mai esistesse un Dio giusto non vorrebbe questo scempio. E sto parlando delle religioni in generale non di una in particolare. Perchè un po' tutte sono diventate, o forse lo sono sempre state, degli strumenti di sopraffazione, spesso utilizzati dai più opportunisti, incoerenti, per sottomettere psicologicamente altri.
mercoledì 20 agosto 2014
21-08-2014
Ormai non provo più alcun interesse per questo posto, mi rimane pesante tutto: leggo qualcosa e mi rimane pesante, mi si stringe la gola, vedo qualcosa ed è pesante, sto sdraiato ed è lo stesso, mangio, bevo, respiro, scrivo, e tutto mi rimane pesante, vedo persone che si occupano di alimentare i propri privilegi, di sottomettere psicologicamente gli altri, o almeno ci provano, opprimendoli, perchè sanno che il proprio vantaggio risiede nello svantaggio altrui, ed ho la nausea. Mi rimane indigesto quanto riescano a sentirsi bene nel loro fango, unendosi in gruppi "aiutandosi" l'uno con l'altro, segno che da soli e di fatto hanno poca sostanza, quindi hanno bisogno dell'aiuto di altri, o delle ricchezze che possiedono ingiustamente, accumulato sui sacrifici altrui, per raggiungere i propri scopi. Hanno bisogno di inventarsi delle personalità, attingendo ad una falsa cultura, si limitano a riportare cose scritte da altri spacciandole per verità, chi sa quali conoscenze, perchè di fatto da soli non riuscirebbero a esprimere nulla di concreto dal punto di vista logico ed organizzativo, riuscirebbero solo a fare scena, riportando qua e là qualche vignetta o scritto ripetuto a pappagallo. Se mai ci fosse una verità in quello che riportano non riuscirebbero nemmeno a riconoscerla, tanto che mancano di spirito critico.
Questo è ciò che vedo, e noto anche che questo tipo di persone è quello che solitamente ha la meglio.
Penso che solo le femmine abbiano la capacità di dare una svolta a questa condizione, ribellandosi al sistema che le sfrutta, le attira con il senso di protezione e stabilità, basato principalmente sulla ingiustizia verso gli altri e i privilegi, e una falsa cultura, non sulla sostanza.
Solo quando dormo non sento la pesantezza, perchè a me rimane pesante essere qui.
Questo è ciò che vedo, e noto anche che questo tipo di persone è quello che solitamente ha la meglio.
Penso che solo le femmine abbiano la capacità di dare una svolta a questa condizione, ribellandosi al sistema che le sfrutta, le attira con il senso di protezione e stabilità, basato principalmente sulla ingiustizia verso gli altri e i privilegi, e una falsa cultura, non sulla sostanza.
Solo quando dormo non sento la pesantezza, perchè a me rimane pesante essere qui.
martedì 19 agosto 2014
20-08-2014
Inizialmente un perversione acquisita praticamente alla nascita, poi laffibbiamento di un ruolo che palesemente non avrei saputo mantenere, qualche indizio dovevano pur riconoscerlo, poi sono stato deriso e maltrattato e mi è toccato sorbirmi derisioni e maltrattamenti anche di mia sorella quando andavamo nella stessa scuola, poi capisco che mio padre ha una mente strana, è una di quelle persone asservite, indotte a sacrificarsi in ogni modo per gli altri ed è anche nervoso e spesso antipatico, poi mi rendo conto dei miei limiti, non riesco a mantenere la concentrazione su qualcosa, dipendentemente dalla complicazione, poi mi accorgo che la mia vita è stata una speculazione, che sono una specie di cavia psicologica, che alcune vicende che mi sono capitate non sono solo frutto della casualità, di errori che alcune persone hanno commesso (tutti si può sbagliare, si può essere anche oppressori per caso), ma di un piano stabilito dall'"alto", poi ho iniziato a sentire professori che parlavano a me direttamente senza motivo, e volevo smettere di frequentare l'università, al secondo anno, tempo in cui ho praticamente smesso di studiare, ma non mi si è dato ascolto, si è voluto che continuassi, con scrsissimi risultati, visto che sono andato avanti per inerzia, non so nemmeno io come ho fatto a concludere.
Questa è la mia vita e non intendo viverla, nè intendo lasciare traccia di me in questo universo.
Questa è la mia vita e non intendo viverla, nè intendo lasciare traccia di me in questo universo.
lunedì 18 agosto 2014
19-08-2014
Come spesso mi accade, mi ritornano alla memoria alcuni ricordi, da cui capisco quanto la mia vita sia stata sotto la loro programmazione e quanto io sia stato per loro una cavia psicologica, un essere da trattare come si vuole, per ottenere certi risultati.
Mi ero appena laureato e mio padre decise di andare a cenare al risorante. Io acconsentii, anche se non ci tengo molto a mangare fuori, in generale.
Si entra nel locale, con la mia famiglia, e ricordo solo questo, di preciso non ricordo di cosa si parlò, o meglio di cosa parlarono loro e io cosa ascoltai: quando arrivammo al tavolo notai che c'era una strana disposizione di personaggi, negli altri tavoli. C'erano lui, il solito che pare perseguitarmi, almeno finchè sono stato alla scuola media, nel primo anno, il più brutto della mia esistenza, uscito a cena con la ragazza, e ad un altro tavolo un prete, che cenava nsieme ad una donna, mentre fumava una sigaretta.
Immagine surreale, da cui capisco quanto siano pazze le persone con cui mi è toccato avere a che fare durnate la mia esistenza. So quale era il messaggio, ma io non voglio nulla da loro, anche a costo di rimanere per un certo periodo solo, senza lavoro, senza nulla.
Mi ero appena laureato e mio padre decise di andare a cenare al risorante. Io acconsentii, anche se non ci tengo molto a mangare fuori, in generale.
Si entra nel locale, con la mia famiglia, e ricordo solo questo, di preciso non ricordo di cosa si parlò, o meglio di cosa parlarono loro e io cosa ascoltai: quando arrivammo al tavolo notai che c'era una strana disposizione di personaggi, negli altri tavoli. C'erano lui, il solito che pare perseguitarmi, almeno finchè sono stato alla scuola media, nel primo anno, il più brutto della mia esistenza, uscito a cena con la ragazza, e ad un altro tavolo un prete, che cenava nsieme ad una donna, mentre fumava una sigaretta.
Immagine surreale, da cui capisco quanto siano pazze le persone con cui mi è toccato avere a che fare durnate la mia esistenza. So quale era il messaggio, ma io non voglio nulla da loro, anche a costo di rimanere per un certo periodo solo, senza lavoro, senza nulla.
domenica 17 agosto 2014
18-08-2014
Lui le accarezzava i capelli, quei capelli lisci, di seta, alla cui vista e al cui tatto non avrebbe mai saputo rinunciare. Ne assaporava il profumo, portandoseli di tanto in tanto al viso, mentre le stava seduto accanto, a terra, e le stringeva una mano con l'altra. Una mano piuttosto piccola, tozza, un po' martoriata dall'azione dei denti contro le pellicine che si formano, soprattutto sulle mani delicate e quando sono soggette alle intemperie esterne, come segni sul corpo che dimostrano la sua reazione alle circostanze esterne. Riconosceva in quel rossore sulle punte delle dita, quasi sangue fluente all'esterno, le sue stesse ferite, che si procurava alla stessa maniera, a differenza che il suo era un vero e proprio cannibalismo verso queste sue parti del corpo, non si limitava a staccare qualche pellicina spontaneamente formatasi, ma si divorava la pelle tutto intorno alle unghie, tanto che alcune dita ne risultavano leggermente deformate, con la pelle ispessita e indurita, reazione anche questa del corpo alle circostanze in cui si trova.
Lei le stava sdraiata accanto, a terra, con gli occhi chiusi, mentre immaginava la presenza di lui e i suoi movimenti, e ne sentiva, al tatto, e attraverso la distribuzione non uniforme di caldo a fresco che sentiva sul suo corpo, in base ai movimenti di aria che lui stesso generava, spostandosi.
Ad un tratto decise di chinarsi su di lei. Inginocchiato accanto a lei portò il suo viso sulla sua fronte, continuando a stringerle la mano e a passarle tra i capelli, per smuoverli e spargerne l'odore. Passò a baciarle la fronte stessa, ampia, liscia, bianca, più volte, delicatamente, mentre lei già iniziava a sentire dei brividi che le scorrevano lungo tutto il corpo, a partire dai piedi, ma non diede molta importanza a questo indizio.
Lui scese, con i baci, leggeri come soffi, lungo il viso, arrivando agli occhi e al naso. Il secondo un po' tondeggiante e ribassato, ma altrettanto attraente e unico; i primi non poteva vederli, ma riusciva a sentirne la forma, al di sotto delle palpebre chiuse, un po' oscurate delle occhiaie. Quelle occhiaie che tanto lo avevano colpito la prima volta che le aveva viste, nel loro effetto di chiaro-scuro, luce-ombra, che rispecchiava un po' la personalità della ragazza che si trovava, di fronte.
Ogni tanto si interrompeva nella sua azione, si fermava per osservarla, vedere i suoi lineamenti, del suo viso e del suo corpo, che seguiva con la punta delle dita, come se la stesse lui stesso disegnando. E di fatto erano perfetti, così li avrebbe disegnati, se ne avesse avuto la capacità, la bravura e qualcosa per la sciare traccia, ed avrebbe usato gli stessi colori e gli stessi chiaro-scuri.
Dopo averle sfiorato le labbra con la sua bocca, era già arrivato al collo. Le aveva sollevato da un parte i capelli e vi aveva immerso il viso, continuando a sentire il suo odore. Lei lo sentiva ora anche all'udito, ne sentiva i sospiri al suo orecchio, che continuavano ad accompagnare ad intervalli i baci sul collo, mentre sentiva il calore rilasciato dalla respirazione. Tanta era la passione messa nei suoi baci, che non respirava in maniera continua, ma ad intervalli.
Dei brividi sempre più forti iniziarono a scorrerle lungo il corpo, passando ora anche attraverso la schiena.
Ad un tratto lui le sussurrò ad un orecchio "Ti voglio bene" e si fermò all'improvviso, come fosse sparito, lei aprì gli occhi e si accorse di essere stesa su un letto, in una stanza con una finestra aperta, attraverso la quale entravano delle raffiche di vento che le avevavno scompigliato i capelli, e parzialmente illuminata da una lampada accesa su un comodino, la cui luce le illuminava e scaldava una parte del collo, mentre in una mano teneva stretto un orsetto di peluche che era sicura di non aver mai posseduto.
Lei le stava sdraiata accanto, a terra, con gli occhi chiusi, mentre immaginava la presenza di lui e i suoi movimenti, e ne sentiva, al tatto, e attraverso la distribuzione non uniforme di caldo a fresco che sentiva sul suo corpo, in base ai movimenti di aria che lui stesso generava, spostandosi.
Ad un tratto decise di chinarsi su di lei. Inginocchiato accanto a lei portò il suo viso sulla sua fronte, continuando a stringerle la mano e a passarle tra i capelli, per smuoverli e spargerne l'odore. Passò a baciarle la fronte stessa, ampia, liscia, bianca, più volte, delicatamente, mentre lei già iniziava a sentire dei brividi che le scorrevano lungo tutto il corpo, a partire dai piedi, ma non diede molta importanza a questo indizio.
Lui scese, con i baci, leggeri come soffi, lungo il viso, arrivando agli occhi e al naso. Il secondo un po' tondeggiante e ribassato, ma altrettanto attraente e unico; i primi non poteva vederli, ma riusciva a sentirne la forma, al di sotto delle palpebre chiuse, un po' oscurate delle occhiaie. Quelle occhiaie che tanto lo avevano colpito la prima volta che le aveva viste, nel loro effetto di chiaro-scuro, luce-ombra, che rispecchiava un po' la personalità della ragazza che si trovava, di fronte.
Ogni tanto si interrompeva nella sua azione, si fermava per osservarla, vedere i suoi lineamenti, del suo viso e del suo corpo, che seguiva con la punta delle dita, come se la stesse lui stesso disegnando. E di fatto erano perfetti, così li avrebbe disegnati, se ne avesse avuto la capacità, la bravura e qualcosa per la sciare traccia, ed avrebbe usato gli stessi colori e gli stessi chiaro-scuri.
Dopo averle sfiorato le labbra con la sua bocca, era già arrivato al collo. Le aveva sollevato da un parte i capelli e vi aveva immerso il viso, continuando a sentire il suo odore. Lei lo sentiva ora anche all'udito, ne sentiva i sospiri al suo orecchio, che continuavano ad accompagnare ad intervalli i baci sul collo, mentre sentiva il calore rilasciato dalla respirazione. Tanta era la passione messa nei suoi baci, che non respirava in maniera continua, ma ad intervalli.
Dei brividi sempre più forti iniziarono a scorrerle lungo il corpo, passando ora anche attraverso la schiena.
Ad un tratto lui le sussurrò ad un orecchio "Ti voglio bene" e si fermò all'improvviso, come fosse sparito, lei aprì gli occhi e si accorse di essere stesa su un letto, in una stanza con una finestra aperta, attraverso la quale entravano delle raffiche di vento che le avevavno scompigliato i capelli, e parzialmente illuminata da una lampada accesa su un comodino, la cui luce le illuminava e scaldava una parte del collo, mentre in una mano teneva stretto un orsetto di peluche che era sicura di non aver mai posseduto.
venerdì 15 agosto 2014
16-08-2014
Riflessione personale, ovvero guardarsi allo specchio e pensare.
A volte mi viene da pensare a come è fatto il mondo attuale, i rapporti interpersonali, i ruoli, l'ipocrisia delle persone, il fatto che non ci si può fidare di nessuno, perchè quasi tutti hanno qualcosa da dire che ti lascia interdetto, dubbioso, e ti accorgi che chi parla di bene in realtà non sia altro che un occultatore della realtà. Per esempio, per quanto riguarda più strettamente il posto dove vivo, ho quasi la certezza ormai di stare in un Paese governato da un regime di fanatismo religioso, di vario genere, regime militare e in ultima analisi, ma non in ordine di importanza, mafioso, mascherato sotto il nome di repubblica democratica, con tanto di Costituzione, di cui molti principii non vengono rispettati. Basta pensare all'impegno che lo Stato dovrebbe predersi nell'eliminare ogni forma di disuguagianza eliminabile tra i cittadini. Io penso che i privilegi che in molti hanno sono contrari a questo principio.
Mi chiedo quindi che cosa ci sia che non va, e l'unica risposta che riesco a trovare è che il mondo è rovinato soprattutto dalla parte maschile dell'umanità. Di fatto il potere, quindi la decisione, ma anche ciò che c'è di negativo, come la prepotenza la corruzione, la violenza vera e propria, è principalmente nelle mani della parte maschile.
Penso che ci sia una risposta genetica dietro a questo, che qualcuno saprebbe darmi, consistente nel fatto che il maschio è più portato alla sopraffazione degli altri, alla violenza, alla guerra, tutti quegli argomenti che si possono raggruppare in istinto all'oppressione per trarre vantaggi dal dominio, sia sulla parte maschile che su quella femminile. E allora si ritrovano ovunque atti, anche meno importanti ma comunque gravi, come il bullismo, spontaneo o addirittura programmato, come modo per assoggettare psicologicamente le persone o trattarle da cavie psicologiche, oppure il far uso delle proprie risorse economiche, possedute ingiustamente, non perchè sia ha un particolare merito nell'averle, per avvantaggiarsi sugli altri.
Penso che un cambiamento, in miglioramento, possa provenire solo dalla parte femminile dell'umanità, perchè questa, per sua natura, è meno facilmente manipolabile, meno istintiva, pur avendo spesso un ruolo passivo nella società, perchè i maschi sono più motivati a prendere parte attiva, ha una notevole influenza attiva sulla parte maschile. In base soprattutto alle sue scelte, ai suoi esempi, riesce a modificare gli interessi maschili, in maniera molto più semplice e spontanea di quanto i maschi possano riuscire a fare da soli, controcorrente.
A volte mi viene da pensare a come è fatto il mondo attuale, i rapporti interpersonali, i ruoli, l'ipocrisia delle persone, il fatto che non ci si può fidare di nessuno, perchè quasi tutti hanno qualcosa da dire che ti lascia interdetto, dubbioso, e ti accorgi che chi parla di bene in realtà non sia altro che un occultatore della realtà. Per esempio, per quanto riguarda più strettamente il posto dove vivo, ho quasi la certezza ormai di stare in un Paese governato da un regime di fanatismo religioso, di vario genere, regime militare e in ultima analisi, ma non in ordine di importanza, mafioso, mascherato sotto il nome di repubblica democratica, con tanto di Costituzione, di cui molti principii non vengono rispettati. Basta pensare all'impegno che lo Stato dovrebbe predersi nell'eliminare ogni forma di disuguagianza eliminabile tra i cittadini. Io penso che i privilegi che in molti hanno sono contrari a questo principio.
Mi chiedo quindi che cosa ci sia che non va, e l'unica risposta che riesco a trovare è che il mondo è rovinato soprattutto dalla parte maschile dell'umanità. Di fatto il potere, quindi la decisione, ma anche ciò che c'è di negativo, come la prepotenza la corruzione, la violenza vera e propria, è principalmente nelle mani della parte maschile.
Penso che ci sia una risposta genetica dietro a questo, che qualcuno saprebbe darmi, consistente nel fatto che il maschio è più portato alla sopraffazione degli altri, alla violenza, alla guerra, tutti quegli argomenti che si possono raggruppare in istinto all'oppressione per trarre vantaggi dal dominio, sia sulla parte maschile che su quella femminile. E allora si ritrovano ovunque atti, anche meno importanti ma comunque gravi, come il bullismo, spontaneo o addirittura programmato, come modo per assoggettare psicologicamente le persone o trattarle da cavie psicologiche, oppure il far uso delle proprie risorse economiche, possedute ingiustamente, non perchè sia ha un particolare merito nell'averle, per avvantaggiarsi sugli altri.
Penso che un cambiamento, in miglioramento, possa provenire solo dalla parte femminile dell'umanità, perchè questa, per sua natura, è meno facilmente manipolabile, meno istintiva, pur avendo spesso un ruolo passivo nella società, perchè i maschi sono più motivati a prendere parte attiva, ha una notevole influenza attiva sulla parte maschile. In base soprattutto alle sue scelte, ai suoi esempi, riesce a modificare gli interessi maschili, in maniera molto più semplice e spontanea di quanto i maschi possano riuscire a fare da soli, controcorrente.
giovedì 14 agosto 2014
J
J:Dimmi.
Volevo dirti una cosa riguardo a quello che hai scritto ultimamente, al fatto che secondo te non sono una persona responsabile
Il fatto è vero e non so quale tua voce seguire: te che scegli o te che dici
Se seguo te che dici, visto che me lo hai detto con un tono un po' forte, dovrei essere responsabile, se invece seguo te che scegli dovrei essere irresponsabile, perchè a quanto ho capito tu non cerchi la responsabilità in un'altra persona, ma la ricchezza e la bellezza, insieme al tempo libero da passare insieme, il che richiede poche responsabilità, ed io non ho nulla di quello che vuoi, non sono bello, nè ricco, nè ho molto tempo
Sono una caricatura, esaspero la tendenza media, non guarare a me come una singola persona. I fatti che si riscontrano, superata una certa età in cui non si crede più alle favole, si verifica che hanno più influenza delle parole
J:Hai ragione, sei completamente incastrato.:)
C'è solo un modo per uscirne.
Ed io non posso darti torto
Dal tuo Crepuscolo/cognome o soprannome, che mi sono dato da quando la situazione si è ribaltata, almeno secondo il tuo punto di vista, perchè sono stato da sempre un Crepuscolo, anche se non te ne sei accorta.
J:Dimmi.
Volevo dirti una cosa riguardo a quello che hai scritto ultimamente, al fatto che secondo te non sono una persona responsabile
Il fatto è vero e non so quale tua voce seguire: te che scegli o te che dici
Se seguo te che dici, visto che me lo hai detto con un tono un po' forte, dovrei essere responsabile, se invece seguo te che scegli dovrei essere irresponsabile, perchè a quanto ho capito tu non cerchi la responsabilità in un'altra persona, ma la ricchezza e la bellezza, insieme al tempo libero da passare insieme, il che richiede poche responsabilità, ed io non ho nulla di quello che vuoi, non sono bello, nè ricco, nè ho molto tempo
Sono una caricatura, esaspero la tendenza media, non guarare a me come una singola persona. I fatti che si riscontrano, superata una certa età in cui non si crede più alle favole, si verifica che hanno più influenza delle parole
J:Hai ragione, sei completamente incastrato.:)
C'è solo un modo per uscirne.
Ed io non posso darti torto
Dal tuo Crepuscolo/cognome o soprannome, che mi sono dato da quando la situazione si è ribaltata, almeno secondo il tuo punto di vista, perchè sono stato da sempre un Crepuscolo, anche se non te ne sei accorta.
venerdì 8 agosto 2014
09-08-2014
Ciao, sono io.
è da molto tempo che non vi scrivo e la situazione si è evoluta nel frattempo, tanto che alcuni miei sospetti si sono rivelati esatti.
Dai messaggi che mi mandano, mai direttamente come al solito, forse perchè hanno timore nel farlo a questa maniera, praticamente mi hanno dato da scegliere: o sei schiavo lavorando per noi o sei prete, perchè dalla vita non si può avere tutto (tranne gli sputi, 'che quelli non fanno mai male, visto che portano a diventare più intelligenti).
So che ci sono loro dietro a questo, lo stesso personaggio l'ho visto più volte e ce l'aveva con me in particolare, si proprio con me, in situazioni troppo eclatanti per non dare il sospetto di essere messo lì di proposito, come quando lo incontrai mentre camminavo per il corso, come ero solito fare ad una certa ora durante le pause, con i suoi cani al guinzaglio, mentre occupava quasi completamente il passaggio.
Io non accetterò mai nessuna delle opzioni, non accetterò mai nulla da loro.
Nel frattempo mi sono accorto anche di altri fatti. C'è un mio vicino di casa che praticamente non esce più di casa, lo vedo passare giusto ogni tanto. Ho ricordi vaghi di come, quando a volte lo incontravo in autobus, ci fossero spesso persone che lo prendevano in giro e lo deridevano.
Altro vicino che ultimamente lo chiamano in aiuto, per fare servizi ad amici, lavori pesanti, come un bravo Testimone di Geova dovrebbe fare (ma in particolare in alcuni casi, a quanto pare, perchè non lo vedo spesso fare cose del genere), mentre dice che in alcuni casi si è assentato dalla adunanza domenicale della sua congregazione e tutti, figli, parenti e amici, lo hanno richiamato. Non so perchè si fosse messo a raccontare certe cose, una sera a cena, quando era stato invitato, ma esprimeva commenti a volte anche critici anche sul proprio lavoro, di come gli spazi per cambiarsi fossero troppo stretti, di come alcune norme di sicurezza non venissero rispettate, ecc...
Questa psicopatia contagiosa non avrà mai fine, e non porterà nulla di buono.
Motiverà solamente a fare peggio, a diventare sfruttatori travestiti da benefattori, disposti anche a rovinare vite altrui pur di creare degli asserviti, operatori del sistema, che, apparentemente, operano per il bene comune, mentre in realtà
è da molto tempo che non vi scrivo e la situazione si è evoluta nel frattempo, tanto che alcuni miei sospetti si sono rivelati esatti.
Dai messaggi che mi mandano, mai direttamente come al solito, forse perchè hanno timore nel farlo a questa maniera, praticamente mi hanno dato da scegliere: o sei schiavo lavorando per noi o sei prete, perchè dalla vita non si può avere tutto (tranne gli sputi, 'che quelli non fanno mai male, visto che portano a diventare più intelligenti).
So che ci sono loro dietro a questo, lo stesso personaggio l'ho visto più volte e ce l'aveva con me in particolare, si proprio con me, in situazioni troppo eclatanti per non dare il sospetto di essere messo lì di proposito, come quando lo incontrai mentre camminavo per il corso, come ero solito fare ad una certa ora durante le pause, con i suoi cani al guinzaglio, mentre occupava quasi completamente il passaggio.
Io non accetterò mai nessuna delle opzioni, non accetterò mai nulla da loro.
Nel frattempo mi sono accorto anche di altri fatti. C'è un mio vicino di casa che praticamente non esce più di casa, lo vedo passare giusto ogni tanto. Ho ricordi vaghi di come, quando a volte lo incontravo in autobus, ci fossero spesso persone che lo prendevano in giro e lo deridevano.
Altro vicino che ultimamente lo chiamano in aiuto, per fare servizi ad amici, lavori pesanti, come un bravo Testimone di Geova dovrebbe fare (ma in particolare in alcuni casi, a quanto pare, perchè non lo vedo spesso fare cose del genere), mentre dice che in alcuni casi si è assentato dalla adunanza domenicale della sua congregazione e tutti, figli, parenti e amici, lo hanno richiamato. Non so perchè si fosse messo a raccontare certe cose, una sera a cena, quando era stato invitato, ma esprimeva commenti a volte anche critici anche sul proprio lavoro, di come gli spazi per cambiarsi fossero troppo stretti, di come alcune norme di sicurezza non venissero rispettate, ecc...
Questa psicopatia contagiosa non avrà mai fine, e non porterà nulla di buono.
Motiverà solamente a fare peggio, a diventare sfruttatori travestiti da benefattori, disposti anche a rovinare vite altrui pur di creare degli asserviti, operatori del sistema, che, apparentemente, operano per il bene comune, mentre in realtà
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