sabato 17 agosto 2013

"Il governo militare alleato (Amgot) stampò sul retro delle sue banconote il nome delle quattro libertà che esso recava  all'Italia: libertà di parola e di religione, libertà dalla miseria e dalla paura"
...
"In Sicilia, gli Alleati mostrarono di avere amici alquanto sinistri. Membri influenti della mafia italo-americana, ad esempio Lucky Luciano, usarono l'Amgot come mezzo per ritornare nelle loro antiche zone di influenza."

"Il paese di Villalba era dominato dal vecchio boss mafioso Calogero Vizzini, detto don Calò, tornato con gli Alleati nel 1943. Suo nipote era il sindaco del paese, nonchè il segretario della locale sezione della Democrazia Cristiana, di recente costituzione. Nel settembre 1944 il dirigente comunista Girolamo Li Causi e un socialista del luogo, Michele Pantaleone, chiesero ilpermesso di tenere un comizio nella piazza Madrice. Don Calò diede il permesso per il comizio, purchè non si parlasse di terra e di mafia, e soprattutto a patto che non vi fossero contadini ad ascoltarlo. Li Causi giunse insieme ad un piccolo gruppo di minatori di Caltanissetta e mise un tavolo in mezzo alla piazza. Per primo parlò un professore di nome Cardamone, poi Pantaleone che attaccò i separatisti, infine venne il turno di Li Causi.
Carlo Levi ha descritto così quello che accadde dopo:
Li Causi è l'uomo più popolare di Sicilia. Il suo coraggio, la sua figura hanno un richiamo leggendario, la sua parola tocca i cuori, poichè egli parla con la lingua del popolo, con conoscenza ed amore. Così, alla sua voce, i contadini nascosti e atterriti sentirono come un impulso che li spinse ad entrare nella piazza proibita, e Li Causi cominciò a parlare, a quella piccola folla imprevedibile, del feudo Miccichè, della terra, della mafia. Dalla chiesa madre lo scampanio del prete, fratello di don Calò, cercava di coprire quella voce. Ma i contadini lo ascoltavano e lo capivano.
...
Così essi rompevano il senso di una servitù antica, disubbidivano, più che a un ordine, all'ordine, della legge del potere, distruggevano l'autorità, disprezzavano e offendevano il prestigio. Fu allora che don Calò, in mezzo alla piazza, gridò: "Non è vero!". Al suo grido, come a un segnale, i mafiosi cominciarono a sparare.

I feriti furono 14, compreso Li Causi, che fu portato via dalla piazza sulle spalle di Pantaleone."  

Nessun commento:

Posta un commento